FERRARI 512 BB I

PREZZO : - €

ANNO : 1983

CHILOMETRI : 29.800

POTENZA : 340 Cv

CILINDRATA : 4942

ALIMENTAZIONE : BENZINA/PETROIL

CAMBIO : MANUALE

CILINDRI : 12

ESTERNO/INTERNO : Rosso-pelle crema e tessuto + moquette nera

Nel 1981, quando fu introdotta la 512 BBi, la Ferrari Berlinetta Boxer era già un pilastro della gamma aziendale. Prima di passare dal 365 GT4 BB al 512 BB, le modifiche al prossimo modello di Berlinetta Boxer sarebbero state molto più sottili nel tentativo di affinare la piattaforma in una macchina più completa e utilizzabile Naturalmente, il cambiamento principale con la nuova 512 BBi è stata aggiunta l’iniezione di carburante Bosch K-Jetronic, che ha portato un aumento di 20 piedi-libbra di coppia e ha contribuito a rendere il motore più trattabile nel complesso. Le prestazioni rimasero straordinarie, e il 512 BBi poté partire da 0-60 mph in soli 5,4 secondi e accelerare in avanti fino a una velocità massima stimabile di 174 mph. Il 512 BBi ha ricevuto anche una manciata di modifiche estetiche, che includevano l’aggiunta di luci di guida nella parte anteriore e luci di parcheggio rettangolari nella parte posteriore

La Ferrari 512 BB è una delle vetture di Maranello più controverse, nel senso che divide nettamente il pubblico tra chi la apprezza e chi no. Uno dei motivi è l’estetica, praticamente uguale a quella della precedente 365 GT/4 BB da cui deriva, e dunque abbastanza invecchiata, ma anche appesantita dalla fascia nera laterale che infatti con il restyling del 1981 diventa opzionale.

Un altro motivo è la progressiva perdita di potenza del motore con il passare degli anni, a causa dell’introduzione delle norme antinquinamento statunitensi e del passaggio all’iniezione. Se il 4,4 litri 12 cilindri della 365 erogava 380 CV a 7.700 giri, il 5 litri della 512 scese dapprima a 360 e poi a 340, a regimi via via inferiori. Solo con la Testarossa, il propulsore venne aggiornato, risalendo a  390 CV e poi a 428 e 440 con le varie 512 TR e F512M del 1992 e del 1994. Tornando alla 512, c’è un altro mito da sfatare, che è quello che riguarda la sua denominazione, che tutti ritengono essere “Berlinetta Boxer”.

La verità, invece, è un’altra e l’ha raccontata Leonardo Fioravanti – colui che ha firmato il design all’interno della Pininfarina – in un’intervista piuttosto recente. Fioravanti ha svelato che BB era la sigla di progetto data internamente all’auto e voleva dire esattamente Brigitte Bardot che in quegli anni era ritenuta la donna più bella del mondo e sicuramente solleticava le menti anche negli uffici più seri.

Ovviamente, poi, una Ferrari non si poteva presentare con il nome di una attrice e dunque BB è diventato Berlinetta Boxer, ma in realtà si tratta di un errore tecnico, perché il motore in realtà ha una V di 180° poiché le bielle sono montate a coppie sullo stesso supporto, mentre per definirsi boxer avrebbe dovuto avere un supporto per ciascuna biella, come nei motori in linea. Ad ogni modo si tratta di un’unità nata nel 1973, sulla scorta delle esperienze svolte in Formula 1 con le varie 312. E’ montato in posizione posteriore centrale e ha la lubrificazione a carter umido.

Il cambio è ovviamente manuale, a 5 rapporti con la prima in basso ed è montato sotto al motore, vicino ai radiatori dell’olio. Non manca il differenziale autobloccante, mentre il telaio segue il classico schema a traliccio delle Ferrari di quegli anni e le sospensioni sono a triangoli sovrapposti. A livello di prestazioni, con 360 CV, una linea molto aerodinamica – l’altezza è solo di 1,12 metri – e una massa che non supera i 1.500 kg, la 512 BB raggiunge i 295 km/h, una punta ragguardevole considerando che è arrivata sul mercato nel 1976.

Si tratta di un modello piuttosto raro, visto che ne sono state prodotte meno di 2.000, di cui circa la metà con il motore a carburatori e le restanti con quello a iniezione Bosch K-Jetronic. Per alcuni anni è stata lei la Ferrari più veloce in produzione e oggi ha comunque un ottimo valore collezionistico.

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